giovedì 14 giugno 2012

Lettera accorata a Montino e al PD regionale

Egregio dott. Montino,
chi le scrive sono i Giovani Democratici di Albano, Pavona e Cecchina, ventenni della provincia di Roma che, come ormai in diverse parti d’Italia, si ritrovano a vivere un territorio dilaniato dall'abusivismo edilizio e dalla costruzione selvaggia, nonché dalla scelleratezza di politiche medioevali del ciclo dei rifiuti, basata su discariche (qui da noi, già al settimo invaso) ed impianti di incenerimento (un orizzonte sempre troppo vicino). Abbiamo deciso di scriverle con convinzione e determinazione dopo le sue dichiarazioni che sono apparse sul proprio profilo Facebook e sulle agenzie di stampa, in cui protestava contro la scelta criminale del governo Monti e del prefetto Pecoraro di aprire l'ennesima cloaca dei rifiuti a Corcolle, a pochi chilometri dalla maestosa residenza dell'imperatore Adriano. 
Per noi è una scelta saggia, perché il nostro modello di riferimento è quello che si basa sulla differenziata porta a porta, sul riuso il e riciclo al 100% dei materiali, sull'abbattimento degli imballaggi inutili e una revisione del modo di produrre i beni affinché sia più facile poi smaltirne i conseguenti rifiuti. La sua esternazione però ci è apparsa alquanto ipocrita, almeno tanto quanto ci ha lasciato sgomenti e ci è sembrata di cattivo gusto quella di qualche mese fa in cui lei e il capogruppo PD nell'Assemblea Capitolina Marroni eravate entusiasti della decisione del Consiglio di Stato sullo sblocco dell'inceneritore di Albano, che sapete anche voi nel profondo delle vostre coscienze essere inutile e dannoso: l'impianto esistente di Malagrotta è sottoutilizzato del 65% (funziona una linea di trattamento su tre) e quello di Colleferro, dopo essere stato dissequestrato, è attualmente chiuso perché non c’è CDR sufficiente nella regione Lazio. E allora perché aprire un nuovo impianto? Cosa sarà bruciato dentro quella bocca della morte? Sa benissimo che Albano è uno dei territori con il più alto tasso di tumori a causa della pesante industrializzazione, delle peculiarità viarie, della mancanza di verde eroso dall’urbanizzazione e di una politica sorda nell'ascoltare i cittadini che vogliono città senza auto e non per il loro posteggio. Un impianto di quel tipo per il nostro territorio sarebbe oltremodo fatale per la già instabile condizione idrogeologica. Perché presentarsi oggi davanti le telecamere come il paladino della lotta contro le discariche e della politica Polverini-Alemanno segnata dallo scaricare i rifiuti in provincia, se pochi mesi prima ci si era crogiolati di una sentenza del Consiglio di Stato che sostanzialmente avallava le stesse politiche? Per noi sta diventando sempre più difficile continuare ad ingoiare rospi per decisioni legate ad una politica vecchia e figlia di un apparato che non rispecchia più il mondo di oggi. Come possiamo noi Giovani Democratici continuare a lottare in solitudine? E per quanto tempo potremmo ancora farlo? Ma soprattutto, contro chi dobbiamo lottare? Una cosa è certa: noi faremo di tutto per far valere le nostre idee in tutte le sedi e in ogni assise possibile e non ci faremo spazzare via dal sacrosanto vento anticasta invocato dagli elettori a causa delle vostre scelte miopi ed affaristiche. Ribadiamo il nostro NO coerente all’inceneritore di Albano e a tutte le altre ipotesi di trattamento dei rifiuti proposte dal duo Alemanno-Poleverini, che siano discariche o inceneritori, che siano o meno nel “nostro giardino”, perché l’aria è di tutti da Albano a Corcolle e non esiste giardino privato. Ribadiamo il nostro SI a politiche energetiche e di smaltimento rifiuti alternative, moderne e non inquinanti, per un ragionamento che abbia delle policy e degli obiettivi complessivi nazionali e non che il problema sia demandato a diatribe interprovinciali o interregionali. Sperando di avere una sua risposta, La invitiamo a farsi un giro con noi in quei luoghi e a farle leggere dati e sentire testimonianze di modelli di trattamento dei rifiuti già esistenti in Italia e d'avanguardia.
Cordialmente

domenica 13 maggio 2012

Lettera aperta a Raciti e Bersani sulla nomina di De Gennaro come sottosegretario al Governo per la Sicurezza


 - La lettera è stata inviata per email a Bersani e mediante Facebook a Raciti -

Al Segretario Nazionale del Partito Democratico, Pierluigi Bersani
Al Segretario Nazionale dei Giovani Democratici, Fausto Raciti

Gentili segretari,
in molte occasioni pubbliche avete elogiato il ruolo centrale dei circoli territoriali, pertanto abbiamo deciso di inviarvi una lettera aperta per esprimere il nostro disagio su una questione letta sui media in queste ultime ore: la nomina di Gianni De Gennaro come sottosegretario alla sicurezza del Governo Monti che il PD sta sostenendo in Parlamento.
Riteniamo sia intollerabile che il Partito Democratico acconsenta tutto ciò, vista la pesante ombra che aleggia su De Gennaro: in prima istanza il processo affermò che l’ex capo della polizia cercò in tutti i modi di pronunciare falsa testimonianza ad altri poliziotti per coprire ciò che era successo alla Diaz nel 2001. Nel 2011 De Gennaro è stato assolto, ma non è stata ancora fatta chiarezza in maniera incontrovertibile circa il contenuto di quella intercettazione che è ancora tutta da verificale nel suo significato storico e morale.
Abbiamo ritenuto non tacere su questo provvedimento perché i fatti della Diaz e di Bolzaneto non possono essere spazzati via dalla storia. Amnesty International ha affermato che quelle giornate sono, dopo la Seconda Guerra Mondiale, quelle in cui nell’Occidente si sono sospesi i diritti democratici.

Aspettando un vostro intervento e una vostra risposta, vi auguriamo buon lavoro!


Giovani Democratici, Albano Laziale - Pavona - Cecchina


giovedì 8 marzo 2012

OBBIETTIVO COMUNE.. CERCASI!

un paese senza indirizzo politico non può essere governato, specie se proviene da 10 anni di traghettamento senza meta di cui si è servito il centrodestra matteiano per andare avanti. Partiamo da qui! Una bella cittadina come la nostra Albano merita di più, ad oggi mi ritrovo ad immaginarla così... Un uomo smagrito, indebolito dalla crisi che viene continuamente strattonato per la maglia ormai strappata dalle varie aree politiche di maggioranza, senza un indirizzo preciso, senza obbiettivi certi un po' alla deriva, dettata solo da personalismi, talvolta di singoli individui altre volte dai singoli partiti e aree!
 Credo in maniera forte e decisa che i partiti di maggioranza debbano cercare insieme la giusta via, concordare insieme dove indirizzare la nostra città; a tutt'oggi questa idea ci sembra solo un'utopia: una lontana isola felice nel quale trovare rifugio, significherebbe davvero riprenderci il futuro!
Mi affido alla buona fede dei politici albanensi, convinto che tutti noi vorremmo la nostra Albano a misura di cittadino, ricca di aree verdi, pronta ad adottare strategie che permettano la tutela dell'ambiente a 360 gradi, più bella e pulita; una città dove sia la cultura a far da padrona, pronta ad accogliere soprattutto il turismo ed a favorire quindi quest'ultimo proponendo validi progetti e investendo seriemante in quelli esistenti; una città più sicura, al servizio dei meno fortunati e in grado di offrire risposte chiare e precise ai giovani, ma soprattutto una città che non si dimentichi MAI delle "periferie/frazioni" troppo spesso non luoghi spersonalizzati in cui la vita sociale sembra avere meno importanza!
Certo siamo convinti che per poter arrivare a questo ci sia bisogno di un grande impulso del Sindaco e di uno sforzo intenso di tutti i Consiglieri Comunali, che preveda sempre più spesso qualche rinuncia della visibilità dei singoli e qualche sacrifico per gli amministratori e per la classe politica tutta, anziché i balletti sconfortanti che si vedono ciclicamente nei febbrai albanensi.
Se poi pensate che queste idee siano di natura fantascientifica e provengano da qualche strano sogno vi garnatisco che è circa due anni che tutto questo invece gira nella testa di migliaia di albanensi come me. Sapete da dove abbiamo preso spunto? semplice! Dal programma elettorale che abbiamo votato alle elezioni! FORSE è DAVVERO IL MOMENTO DI RIPRENDERCI IL FUTURO! Ci vuole un importante cambio di marcia, "IO CI STO" e voi?



Un iscritto ai Giovani Democratici

Le donne...



Le donne che oggi vorremmo ricordare sono le operaie della OMSA e della Golden Lady lasciate per la strada dalla sera alla mattina senza una spiegazione economica:
Le donne che oggi vorremmo ricordare sono quelle che ogni mattina lottano per essere accettate nel mondo del lavoro.
Le donne che oggi vorremmo ringraziare sono quelle che rendono la parola "donna" degna di essere pronunciata, come le ragazze lavoratrici precarie e le ricercatrici ad 800 euro al mese in regime di precarietà;
Le donne che oggi vorremmo ringraziare sono quelle che si sacrificano ogni giorno per la propria famiglia, in uno Stato che lascia troppo solo il nucleo centrale della società.
Le donne a cui vorremo inginocchiarci sono quelle che subiscono l'infibulazione, alle quali vorremmo chiedere perdono per l'ottusità e la ciecità umana;
Le donne a cui vorremo non inginocchiarci più sono quelle che muiono per omicidi domestici e di famiglia!

Auguri, donne!


Giovani Democratici Albano

mercoledì 7 marzo 2012

Viola Russo è la nostra nuova segretaria!

Viola Russo è a capo della nuova segreteria che rappresenterà la nostra Organizzazione per i prossimi tre anni. Viola sta da anni all'interno della Giovanile e del partito e guiderà una segreteria fondata su un coordinamento di forze e non sull'accentramento di più deleghe in un'unica persona. Vi sarà un Coordinatore di Segreteria, un Tesoriere, un responsabile al tesseramento, all'Organizzazione ecc....

Insomma che dire... auguri a Viola e a tutti noi!


Giovani Democratici Albano

domenica 4 marzo 2012

Documento politico congressuale

Primo Congresso dei Giovani Democratici Albano, Pavona e Cecchina (3/03/2012)

Cari compagni e care compagne,
noi dei Giovani Democratici del comune di Albano ci stiamo avvicinando al nostro primo congresso dalla fondazione della nostra area politica, con finalmente un regolamento chiaro e preciso.
Quello che va innanzitutto detto è che in questi anni il gruppo si è notevolmente rinnovato portando energie nuove e fresche sia della società civile sia di quella gioventù frizzante che sogna una politica nuova che ha avuto la voglia di mettersi in gioco in una organizzazione politica come la nostra.
I tre anni che ci aspettano sono ardui: bisogna saldare e rinforzare il gruppo che si è creato, rafforzando rapporti umani e politici necessari per fare le cose al meglio e con la maggior passione possibile.
Noi sogniamo e porteremo avanti una Giovanile aperta, plurale, dove ognuno non si senta emarginato ed escluso per le idee controcorrente e dove si mettano a confronto le intelligenze e non i personalismi di turno.
Al centro della nostra azione ci sarà la cultura, intesa nel significato più completo: dalla rivalutazione del nostro territorio e delle tradizioni alla nostra battaglia senza pari per l’apertura di spazi per i ragazzi, oggi lasciati troppe volte in secondo piano. Per spazi intendiamo luoghi di aggregazione e apertura seria delle biblioteche esistenti con zone wi-fi efficienti e funzionanti e l’apertura di nuove strutture come la Palazzina Vespignani e di Villa Contarini a Pavona. Proporremo la trasformazione delle nostre sezioni in luoghi dove i giovani possano riunirsi, fare cultura e studiare.
Solo con lo studio si creano giovani critici con menti in grado di concorrere alle sfide del mondo moderno.
Con questo vogliamo essere fedeli ad un nuovo messaggio politico fondato su uno svecchiamento dei linguaggi, dei modi e delle persone che fanno politica, basato su nuovi valori ed ideali tutti riconducibili alla solidarietà, all’eguaglianza, al progresso sostenibile, all’antifascismo. E qui dobbiamo ricollegare la nostra lotta e la nostra vigilanza contro le mafie (molto presenti purtroppo nel nostro territorio) e contro ogni tipo di corruzione che premia i furbi e i ricchi e non gli onesti e i volenterosi.
Basandoci su un nuovo modello di politica e di società ci batteremo in ogni modo contro l’inceneritore che è dannoso e non risolve in maniera vera il problema drammatico dei rifiuti dove invece trova risoluzione solo con la raccolta differenziata e con il riuso intelligente del rifiuto. E con questo anche ad un progetto nuovo per la nostra Albano che deve essere ricca di spazi per il divertimento serale dei giovani con l’idea della città in mano ai cittadini e non alle auto. Quindi chiusura progressiva, intelligente e graduale degli spazi alle auto ridandoli, dopo decenni, ai bambini e ai residenti del Comune. Creare una Albano “ecologica” con l’adozione di spazi verdi.
Quello che vorremo far trasparire alla collettività è la nostra nuova concezione di proporci verso i nostri coetanei e i cittadini: non creare più una classe di burocrati di partito rinchiusi nelle sezioni, ma ragazzi che si divertono e vogliono fare politica con la gente e per la gente. Svecchiare finalmente le idee di una classe dirigente molte volte interessata alle tattiche e non al bene comune.
Solo con questo nuovo approccio potremmo cambiare la società: scendere in campo di persona per una vita e un paese migliore.

Albano Laziale lì, 3/03/2012
La segretaria
Viola Russo


La segreteria uscita dal Congresso è la seguente:
- Viola Russo (Segretario politico)
- Simone Piloni (Coordinatore di segreteria e Responsabile alla Comunicazione)
- Sofia Tabacco (Tesoriere)
- Alessio Bongirolami, Adriano Ricci, Valerio Tacconi, Karim Thib (Responsabili Organizzazione)
- Giacomo Mammarella (Responsabile rapporti con l’Amministrazione)
- Alessandra Tacconi (Responsabile del Tesseramento)
- Andrea Tabacco (Responsabile Grafico)

Si ringraziano per la presenza ed il sostegno anche:
- Marco Lucci (Segretario PD Pavona)
- Sara Montoni (Segretario PD Cecchina)


e gli intervenuti:
- Nicola Marini (Sindaco di Albano Laziale, PD)
- Alessio Colini (Segretario PD Unione Comunale)
- Marco Guglielmo (Vice-segretario PD Provincia di Roma)
- Pino Rossi (Assessore alle Politiche Giovanili di Albano Laziale)
- Enrico Cacciotti (vice-segretario GD Provincia di Roma)
- Angelo Fedeli (tesoriere PD Unione Comunale)
- Gabriella Guida (Garante del Congresso)

giovedì 23 febbraio 2012

mettici pure che è davvero ora di voltare pagina…

Metti un giorno di pioggia; ma non un giorno qualunque, bensì una domenica; e per essere ancora più precisi la domenica di carnevale. Mettici anche un partito che causa maltempo posticipa le primarie per la scelta del segretario regionale proprio in questa domenica e mettici anche che le primarie sono aperte alla cittadinanza e che in questo caso la tessere del partito ti è meno utile della tessera del tifoso. Mettici inoltre che per votare si deve al partito 2 euro (è si! avete capito bene 2 DUE euro, che in un momento così di crisi ce lo potevamo anche risparmiare, o meglio far risparmiare); mettici che se a votare ci fosse andato SOLO chi ci crede, chi è anche solo simpatizzante per quel partito, probabilmente non sarei qui a scrivere; mettici che da giovane sognavo le primarie vere, con amici e compagni che si recavano nei seggi per passione o anche solo per dovere civico e mettici che non è stato neanche lontanamente così: abbiamo assistito alla solita "conta"; una conta che non garantisce vincitori, ma solo un grande sconfitto: IL PARTITO DEMOCRATICO!
E’ già noi siamo talmente democratici, che da bravi "buttadentro" stile fraschetta di Ariccia abbiamo "portato" a votare amici, spesso non proprio democratici, che non sapevano nemmeno di cosa si trattava, non conoscevano i candidati né tantomeno i loro rispettivi progetti, schifati persino talvolta dalle mura nella quali stavano entrando o dai colori dei gazebo nei quali si stavano recando; politicamente nemici, ma magari semplicemente vicini di casa o compagni di pizza il sabato sera… cittadini che ci credevano talmente tanto da dirti in faccia: “io nun caccio ‘na lira... i 2 euro segnali al signor x, è per fare un favore a lui che sono qui”. Beh, bella merdata di elezione!
Scusate il termine volgare, ma avrò il diritto di essere un po’ incazzato? Spesso mi ritrovo a convincere chi ho davanti del fatto che non siamo tutti uguali… poi esce la storia di Lusi, poi il consigliere arrestato a Pomezia, poi le primarie con Gasbarra eletto dai vicini di casa, dagli amici e dai compagni (ma non quelli chiamati così per definizione storica, dai compagni di avventure domenicali!).
ALLORA ADESSO SPIEGATEMI COME FACCIO A DIMOSTARE CHE NON SIAMO TUTTI UGUALI! CARO PD UNA COSA TE LA VOGLIO DIRE CON IL CUORE IN MANO: MA PORCA PUTTANA, ME LO FAI APPOSTA? TI CI METTI D'IMPEGNO PER FARCI PRENDERE PER IL CULO?
Con questa nota non voglio certo sminuire il valore e l’impegno civico di coloro che si sono recati ai seggi per giusta causa, tanti giovani, tanti onesti elettori slegati dalle logiche correntizie, portati a votare dalla fiducia riposta in questo o quel candidato come magari in tanta parte d’Italia è successo. Anzi una domanda vorrei porre proprio a tutti coloro che ancora ci credono, una domanda che io stesso mi pongo, pur essendo un sostenitore delle primarie, perché ci credo in un partito migliore che sia vicino alla gente e utile a cambiare questo paese: non era meglio eleggere il segretario con un normalissimo congresso? Con i soli tesserati aventi diritto al voto? Ci batteremo invece per scegliere con le primarie il candidato presidente alla regione Lazio tra 3 anni, per mandare all’opposizione la Polverini?
Scusate il mio sfogo personale, ma stavolta ne ho davvero le balle piene!


(riceviamo e pubblichiamo una nota pervenutaci in forma privata da un giovane votante alle primarie democratiche)

mercoledì 16 novembre 2011

No a Via Bettino Craxi

I Giovani Democratici di Albano, Pavona e Cecchina, visti gli accorati appelli all’Amministrazione di eliminare dalla topografia cittadina della circoscrizione di Cecchina il nome “via Bettino Craxi” da una ingente parte della popolazione dell'intero Comune, hanno deciso di promuovere una petizione popolare da rivolgere a tutti i cittadini, dopo aver raccolto le firme nelle scuole e tra i proprio militanti, per incentivare ulteriormente l'abrogazione della suddetta intitolazione e dare manforte a chi si è attivato in questa raccolta firme per il ripristino del nome precedentemente, ovvero “Via Inghilterra”, essendo quella zona caratterizzata da vie con nome di Nazioni e non essendo a nostro avviso il nome dell'ex Presidente Craxi spendibile come punto di riferimento politico e culturale tanto da essergli dedicata una via del nostro territorio.

Sperando di lavorare in maniera corretta nella sollecitazione dell'amministrazione per quanto riguarda l'indirizzo politico culturale e di ben interpretare un sentimento degli albanensi giovani e non, invitiamo tutti a partecipare alla raccolta firme che svolgeremo come sempre nei pressi di Piazza Fagilo ad Albano e ovviamente anche nei giovedì prosimi presso il mercato a Cecchina.

al lavoro e alla lotta!

Il Segreatrio dei Giovani Democratici

Marco Lucci

venerdì 4 novembre 2011

Riformare lo Stato


(di Silvio, opposizione e riforme istituzionali) - di marcolucci

Mi tocca sperare che Silvione non cada. Lo sa pure lui ed è per questo che gioca. Mi tocca sperarlo perché se casca adesso, si va a votare con questa legge 'Porcellum' e tutti sappiamo che bene o male ci sarebbe qualche arruffone del PdL in meno e qualche arruffone del Pd in più, ma la sostanza non cambierebbe, perché è il metodo di selezione che è fallato. Siccome però a me mi serve un fottutissimo governo che ci traghetti fuori da una crisi che mi sbrillocca il futuro mio, mi tocca di sperare che il silvione non cada. Anacapito anacaponzio come sto impicciato io! Certo non mi sento nemmeno di dire che questo governo possa essere in grado di fare qualcosa per arginare la grecizzazione verso la quale stiamo slittando. Come disse il segretario, la causa del male non può certo essere la soluzione: potevamo essere semplicemente un paese messo male, ma tuttavia che regge botta, invece siamo proprio un pase ammollo alla merda. Che fare? (come disse Lenin tempo fa). Mi tocca di sperare in un governo tecnico (perché se mi fanno il governo del Presidente -Schifani, in questo caso- mi sembra tuttuncaxxo), di quelli retti da nani, ballerine, trampolieri e ex-post-fascisti-biodegradabili. Mi sono ridotto ad avere fiducia che la situazione la possa cambiare davvero quest'aula sorda e grigia ridotta ad un bivacco di manipoli. Quest'aula qua con maggioranza, come dicevo prima, retta da idv-pd-udc-fli-lega. Grattamose che è meglio. Cmq si, vorrei un governo centroleghista di quelli in cui fai un federalismo cazzutissimo e un bel po' di riforme costituzionali coraggiose (che tanto ai 2/3 nn c'arrivano e poi li aspettiamo al varco col referendum). 
Vorrei tipo uno Stato in cui aboliscano le Province e che tra Parlamento e Consiglio comunale ci siano solo le Regioni/areemetropolitane. Un Parlamento fatto dalla metà delle gente che c'è ora, con una camera sola e con assai meno poteri che invece vanno decentrati: in linea di massima regionalizzati quelli dello Stato e comunalizzati quelli delle province. Io credo che un numero di Regioni ragionevole sia intorno alla venticinquina o poco più e quindi che ogni Regione deve amministrare circa un paio di milioni di abitanti*: delle Regioni abbastanza libere, come se fossero tutte a statuto speciale... Ogni ministro sarebbe a capo del dipartimento di cui fanno parte i vari assessori regionali; trasporti interregionali, sanità, istruzione, ecc. Il presidente/premier (ah si, in questa ottica parliamo di presidenzialismo...) coordina tutto e tutti, fa politica interna ed estera, monitora le attività regionali, insomma poteri di carattere generale: certe cose sono di carattere nazionale e devono essere quantomeno omogenee. Il parlamento lo farei a maggioritario secco secco. Cmq sarebbe un parlamento fatto tipo da 450 senatori, non quello di oggi... mentre i consigli regionali sarebbero legati alla popolazione, con un rappresentante ogni 50mila rappresentati (quindi se una regione fa un paio di milioni di abitanti, in consiglio sono in 40). Questi li farei a collegi da tre poltrone da assegnare a proporsionale, una cosa simil spagnola. Elettorato passivo e attivo è 16 anni al Comune, 18 al Consiglio regionale e 21 al Senato. 
Le riforme a livello fiscale sarebbero poche: legare il più alto stipendio pubblico al più basso, avere una forbice massima; es. se l'operaio della municipalizzata percepisce mille euro tra stipendi, buoni pasto ecc, il presidente non può ricevere più di diecimila euro tra emolumenti, indennizzi e quant'altro! Lo stesso fare per le pensioni: la più alta non deve essere mai più di dieci volte della minima. Le spese cosiddette della politica non possono incidere per più di un tot sulle entrate. 
Poi ho già detto come incrementare le entrate in altra nota: facendole pagare a chi le vuole pagare! legalize-it ... cominciamo a togliere proventi alla mafia sulle droghe e sulla prostituzione, facciamo scaricare a ciascuno tutte le spese e poi lotta all'evasione spietata!
E questo me lo dovrebbero fare sti tipi? Ma sognare non costa nulla e quindi continuo. Nel 2013 poi vai ad elezioni con le nuove riforme fatte, sperando che la gente impari cmq a votare... perché è da lì che parte una vera democrazia, dalla coscienza e dalla capacità di scegliere i propri rappresentanti da parte dell'elettorato. E questa non te la garantisce nessun sistema elettorale, nessuna riforma, nessun taglio di spesa pubblica e di casta.

marcolucci





*In linea di massima: la Val d'Aosta come provincia del Piemonte, di cui la provincia di Torino diventa città metropolitana (che è una "regione" a sé stante); la Liguria che è un po' piccina ingloba le province di MassaCarrara e magari Lucca o Alessandria; l'Emilia separata dalla Romaga e il Grande Salento dalla Puglia; riunire l'Abruzzo al Molise  (+provincia di Rieti) e le Marche all'Umbria; accorpare al Friuli Venezia Giulia le province di Treviso e Belluno e alla Basilicata la provincia di Salerno. La provincia di Napoli diventa Città metropolitana, così come la provincia di Milano; Il resto della Lombardia si divide in altre tre Regioni; Vicenza e Verona si accorpano al Trentino alto Adige; La Sicilia si divide in due regioni; Il Lazio anche si spacca in due: Roma diventa Città metropolitana, il resto fa regione a sé. 

martedì 25 ottobre 2011

L'evanescenza dell' "opposizione"

Il momento è eccezionale: siamo stati commissariati da mesi dall'Europa in cui se la comandano due sole potenze, come Francia e Germania. Il tempo dove contava anche l'Italia (paese fondatore dell'UE con l'ispirazione geniale di De Gasperi) pare essere sospeso. Siamo derisi sulla piazza internazionale da chiunque. Berlusconi pare, per la prima volta dalla sua ascesa politica, essere disposto a farsi da parte lasciando il "testimone" al fido Letta. Ergo, anche l'opposizione deve compiere atti eccezionali. La popolazione è nausata dal coretto delle "dimissioni subito", "si faccia da parte" (poi, da cosa?), "lui è il problema", "faccia un passo indietro" (da cosa??) che per una opposizione normale in un paese civile è il minimo sindacale, ma in Italia pare non essere così. Si prega pertanto alle forze responsabili di muovere azioni straordinarie. Le parole della Bindi poco tempo nel defunto "Annozero" che stava valutando le azioni migliori per uscire dell'impasse, sono enigmatiche degli individui che dovrebbero farci uscire dalla crisi. 
Ci permettiamo quindi di suggerire a tutta l' "opposizione" un atto semplice semplice per far decadere 30 istanti dopo il Governo in carica: le dimissioni di tutti i gruppi delle minoranze. Per Costituzione tutte le forze uscite vincitrici dalle elezioni politiche devono trovare una congrua rappresentanza, quindi Napolitano dovrà per forza sciogliere le Camere ed indire nuove elezioni.

Giovani Democratici Albano

martedì 18 ottobre 2011

E noi a Gino lo menamo

(botte, botte, botte alla manifestazione di Roma di sabato 15 ottobre) - di marcolucci 
Chiamala rivoluzione di ottobre o autunno caldo. O più semplicemente spensieratezza giovanile... la semplicità innocente di chi non sa nemmeno cosa pretendere, ma sa che vuole il diritto di poter immaginare e scegliere il proprio destino. Vogliamo solo diventare grandi e smetterla di andare in piazza a giocare a guardia e ladri. Vogliamo pensare ad un lavoro, ad una casa, ad una vita dignitosa. Permettetecelo democraticamente!
Questa è la prima cosa che mi è venuta in mente quando ho saputo, praticamente in diretta tv, dato che non sono potuto andare di persona, di quello che stava accadendo a Roma. Ho letto molto poi, sui giornali e sui blog qua e là, ho ascoltato radio e tv su quanto era accaduto, ho sentito pure i racconti dei praticamente tutti i miei amici che erano lì: ma l’analisi è sempre la solita, per tutti uguale e per tutte le manifestazioni uguali. In genere l’interpretazione facinorosa vuole che c’hanno ragione gli "spacca tutto", le guardie so infami e i manifestanti pacifici o son codardi o son “compagni che sbagliano” (sic!). Spesso collusi col potere (?!?!). Per le menti più sinistroidi benpensanti perbenisti, gli "spacca tutto" sono delinquenti, infiltrati o se si gli va di lusso, come si diceva un tempo per le br o per pl per l'appunto, compagni che sbagliano. Perdonate sia il mio tagliare con l’accetta le due categorie, sia il mio esplicito riferimento agli anni ’70 che troppo spesso riciccia e troppo spesso non c’entra niente. E il mio parallelismo infatti è solo di termini, per giocare, non di situaizioni. Questi Black Bloc, tanto mediaticamente costruiti che ormai si credono pure loro importanti, sono comunque al centro, come lo furono i no global nei '90 e come lo furono i centri sociali negli 80'. Una volta, c’erano gli anarchici, così secco e generico. La terza via interpretativa è quella destrorsa di chi dice ormai da anni che “sono tutti comunisti” ai quali mai si farà percepire alcun distinguo tra pacifici e facinorosi. Vorrebbero ammazzare tutti quelli che rompono una vetrina della banca contro cui imprecano tutti i giorni, ben consci che questo è l'unico modo per abbassare veramente il livello di disoccupazione giovanile. Furbi loro: uccidi tutti i poveri e il  mondo sarà di soli ricchi! Sembrano essere questi, spesso il vero interlocutore celato di quegli altri sinistroidi che tanto si sperticano a porre distinguo tra buoni e cattivi. La quarta via di interpretazione non esiste: a me nun me ne frega gnente. Sti ultimi due spesso sono i berluscones.
Poi c’è come la vedo io.
Non sbaglia nessuno ad interpretare il proprio malessere, né quelli che fanno casino, né quelli che passeggiano pacificamente in corteo, né quelli che restano a casa per scelta. Non giustifico mai la violenza, io personalmente, ma certo non sono così sciocco da pensare che la cosa non esista. La violenza esiste, ha un origine sempre e non va ignorata. Alla fine penso che qualsiasi italiano, se si trovasse di fronte qualcuno dei responsabili di questa crisi, un cartone in faccia glielo tirerebbe. Spesso non lo fa perché accusa meno la crisi o semplicemente si contiene. Quelli che accusano parecchio la crisi, non sanno chi siano questi responsabili, quindi cercano di sfogarsi come possono. Spesso spaccano tutto. Stadio, strade, scuole, piazze, cortei, ogni tanto succede qualcosa da qualche parte. Si vabbè, qualche infiltrato c’è, qualche testa di cazzo c’è, per carità chi dice niente, sicuramente. Ma la voglia di spaccare tutto a te venti-trentenne pseudo occupato quando non direttamente disoccupato, non ti viene mai? Non ti viene quando stai sotto scadenza di contratto? Non ti viene quando ti si guasta la macchina o te la sfascia una smart? (ogni riferimento a me o a macchine mie è puramente casuale). Non ti viene quando realizzi che pure che c’hai la ragazza non potrai promettergli niente di bello per chissà quanto ancora? Non ti viene da spaccare tutto quando pensi che tuo padre all’età tua probabilmente già stava meglio di te oggi e aveva un figlio sul groppone? Eddai su! Mica dovete ammetterlo tutti ad alta voce, basta che chiudiate un attimo gli occhi pensando… si: se c’avessi davanti il responsabile dell’annichilimento della mia fantasia, dei miei sogni, della mia possibilità di immaginare il mio futuro, gli darei un cartone in faccia di quelli memorabili. Gli piscerei sul portone, gli rapirei il cane, gli brucerei la macchina finanche. Debbo ammetterlo: se la colpa fosse di uno solo, mi reinventerei novello Gaetano Bresci e farei quello che c’è da fare io stesso! Li capisco tutti questi facinorosi e sto dalla parte loro spesso; sto dalla parte di tutti i sinceri facinorosi che si sentono derubati dal loro ipotetico futuro che non sanno immaginare e perciò sfasciano tutto. Fossero tanti, avrebbero ragione loro, sarebbe la guerra civile e starei dalla parte di loro, di quelli che vogliono il cambiamento. Mi sentirei uno di loro. Certamente però oggi (senza criminalizzare gli altri, bada bene) sto dalla parte di chi spera che deve pur esserci un modo per cambiare le cose, perché le cose vadano diversamente senza che sia necessario che si distrugga tutto. Riassestare il tiro, dev’essere una speranza di sentiero percorribile. Il famoso riformismo, l’agone politico, il “quando tocca a noi sarà difficile ma ce la faremo”. Spero e credo che ancora si possa fare.
Purtroppo i partiti di opposizione non è che ispirino questa smodata fiducia, infatti i voti si perdono e disperdono, tuttavia... Come diremmo se fosse una foto ironica su fb con la faccia di bersani: lo stai facendo male! Se la faccia fosse di casini, ci sarebbe scritto direttamente: epic fail. E così via per tutte le altre facce. I militanti di sel aggrediti perché riconosciuti da sti tizi violenti come establishment pur non stando nemmeno in parlamento, parla chiaro. Siamo tutti una minestra e tutti colpevoli. I partiti come non fossero fatti da persone vere, come fossero enti con vita propria: personificati.
Alla fine i manifestanti pacifici siamo noi, i soliti stronzi militanti di partiti, di associazioni e quant’altro.
I facinorosi invece chi sono? (oltre agli infiltrati e alle teste di cazzo nude e crude). Quelli di noi meno fortunati, più disillusi, più incazzati. Prima o poi perderemo forse anche noi la velleità di cambiare il mondo democraticamente, con le manifestazione pacifiche, con la militanza in qualche associazione e con i nostri comportamenti quotidiani “diversi”. Forse un giorno l’Italia pure farà quella rivoluzione che taglia veramente la testa al re, che fa casino davvero e cambia le cose.
O forse avremo ragione noi, cambieremo questo paese un poco per volta, con l’impegno e la perseveranza e riusciremo a dare speranze e possibilità di un futuro a tutti, perché non ci siano più quelli sfruttati, rinnegati, calpestati e odiati. Perché non ci siano più nostri fratelli figli unici.
Perché se avete deciso che non dobbiamo avere futuro, se non abbiamo nulla a cui tenere, se non abbiamo speranza di poter migliorare il nostro paese, faremo sempre più gesti disperati … chi davvero, chi nei sogni [“ed io contavo i denti ai francobolli”]. Ma tutti aspetteremo o faremo la rivoluzione vera. Perché chi non ha nulla da perdere mette in gioco tutto, perché quel tutto è nulla!
Speriamo di riuscire a farla pacifica sta rivoluzione, di quelle culturali e senza botte.


marcolucci

mercoledì 31 agosto 2011

qualcuno era di sinistra perché difendeva i diritti dei lavoratori

(di sinistra, di calcio e di manovre finanziarie)

- Marco Lucci -

C'è una strana abitudine in Italia. O stai di qua o stai di là. Quindi se ti senti ragazzo alternativo (spesso di sinistra), tendenzialmente devi schifare le cose che vedi nelle tv del Presidente. Soprattutto se sono ragazzi in pantaloncini che calciano un pallone e prendono milioni di euro/mese.Vorrei precisare una cose fondamentale a tutti coloro che pensano di essere di sinistra: non si guarda il 740 di un lavoratore. La sinistra è quella diritti per tutti, dalla parte dei lavoratori e non del "beati i poveri perché sarà loro il regno dei cieli" oppure "è più facile che un cammello passi dalla cruna di un ago, che un ricco entri nel regno dei Cieli". Che ci piaccia o meno il calcio... non credo sia rilevante.

E' rilevante invece vedere come tutti i signori massificati di questo paese, continuino a chiamarlo "sciopero" e continuino a credere che i calciatori siano degli sbruffoni strapagati che fanno storie per il contributo di solidarietà.Qui tutti hanno dimenticato le basi del reale.

Questione prima: questi signori, sono ragazzi (che arrivano massimo a 35 anni) ultrasfruttati fisicamente e psicologicamente dalle pressioni di un mercato fatto non per il gioco, ma su misura per l'abbonato sky/mediaset che prendono milioni di euro perché qualcuno glieli dà, non li rubano. Se un miliardario paga milioni di euro all'anno per un ragazzo di vent'anni, lo sta sfruttando.

Questione seconda: non è uno sciopero, perché un lavoratore sciopera quando perde un giorno di lavoro e gli viene sottratto da busta paga. Loro recupereranno la partita, perché non possono "scioperare" come tutti.

Questione terza: non lo fanno per il contributo di solidarietà.(vedi nota a fondo pagina per sapere gli 8 motivi di disaccordo tra Lega e AIC). Cioè: una polemica sul contributo di solidarietà c'è stata; mi spiego: Galliani si è fatto chiedere da un giornalista "di famiglia" chi dovesse pagare sto contributo di solidarietà se la Società o il calciatore.. e lui ha diligentemente risposto "i calciatori". Così hanno fatto la domanda al Presidente dell'AssoCalciatori Tommasi che ha giustamente risposto che la diatriba la risolve il contratto: se calciatore e società si sono accordati sullo stipendio netto del giocatore, paga la società... mentre se si sono accordati sul lordo, paga il calciatore.

Detto questo, fatta un po' d'informazione seria senza dar retta ad ogni merda che vola su fb o su internet in generale, voglio fare un J'accuse bello e buono.

Nessuno ha il coraggio di dirlo, ma quando alcuni noti calciatori o ex-calciatori dicono che non è colpa loro lo slittamento della prima giornata di campionato, bisogna leggerci altro: il presidente della LegaCalcio di serieA (che è la controparte dell'Associazione Calciatori Italiani) è l'Amministratore delegato del Milan, la squadra di Mr.B. Facendo i nomi: Damiano Tommasi, ex-calciatore della Roma e ora presidente dell'AIC, dice che la colpa non è dei calciatori se salta sta benedetta Prima di campionato, ma di chi non vuole stare all'accordo... che sarebbe la LegaCalcio di cui è presidente Adriano Galliani che guardaunpoté è l'amministratore delegato del Milan, la squadra di cui è proprietario Berlusconi che guardaunpoté è il Presidente del Consiglio che guardaunpoté ci sta facendo sputare sangue con l'ultima finanziaria.

Non credo sia da sottovalutare l'eventualità che costringere i calciatori della massima serie calcistica italiana a far slittare la prima giornata di campionato (NON è uno sciopero, perché la giornata verrà recuperata), disinformando la gente (facendolo passare come lo sciopero contro la tassa di solidarietà), sia tutta una manovra dei soliti pagliacci per far passare sotto banco i ritocchi delle pensioni e la manovra lacrime e sangue.

Mai toccare il Calcio agli italiani: armi di distrAzione di massa!


marcolucci




NOTA

Ecco gli otto punti presi da Calciopro.com ... sono un po' banalizzati forse, ma rendono l'idea

  1. Contratto flessibile con introiti legati ai risultati. L’Aic lo vuole flessibile solo al 50%, la Lega di serie A lo vuole per intero, compresa l’automatica riduzione degli stipendi in caso di retrocessione in serie B;
  2. Professionalità al 100%. Secondo la Lega il calciatore deve fare solo il calciatore, per l’Aic è libero di svolgere un’altra professione durante il tempo libero;
  3. Il comportamento dev’essere rigido ed eticamente irreprensibile per la Lega anche fuori dall’orario di gioco o allenamento, mentre per l’Aic i calciatori devono essere liberi di fare quello che vogliono durante il tempo libero;
  4. Le terapie fisiche devono rimanere circoscritte allo staff del club per la Lega, mentre per l’Aic i calciatori possono farsi curare da chi vogliono (come già avviene con gli specialisti come Martens che cura i più grandi campioni di qualsiasi club);
  5. Le sanzioni per la Lega devono essere pagate dal club in modo automatico, per l’Aic invece bisogna sempre rimettersi alla decisione del collegio arbitrale. Inoltre l’Aic vuole avere mano libera nelle sanzioni ai propri calciatori, svincolandole dall’ingaggio (attualmente non si può superare il 30% dello stipendio);
  6. Il presidente del collegio arbitrale dev’essere scelto esternamente dalla Lega; tramite sorteggio interno dall’Aic;
  7. Per la Lega un allenatore può allenare una squadra in due gruppi distinti, per l’Aic i calciatori devono invece stare tutti uniti;
  8. Il punto più dibattuto è l’ultimo, quello dei trasferimenti. Per la Lega un calciatore non può rifiutare il trasferimento ad un club dello stesso livello di quello in cui si trova attualmente e che gli garantisca lo stesso stipendio, se il suo club di appartenenza si accorda per la vendita del cartellino. In caso di rifiuto, il contratto si intende rescisso automaticamente con una multa da pagare da parte del calciatore che ammonta al 50% del suo stipendio. L’Aic si oppone totalmente a quest’iniziativa.

mercoledì 17 agosto 2011

Una generazione in crisi

anche quest'anno l'estate è passata. La crisi economica invece ancora non è passata... e a pagare saremo sempre noi: coloro che pazientemente aspettano che l'Italia abbia un governo; aspettiamo il futuro promessoci quando c'hanno messo al mondo, aspettiamo perché la tv non c'ha detto cosa fare. E molti di noi da soli ancora non sanno pensare.
Una generazione in Crisi.
In questa foto ci siamo noi, che proviamo in qualche modo a parlare e a capire, per non subire questa tremenda sorte e cercare di riprenderci quanto è nostro. O quanto meno la consapevolezza di ciò che accade intorno a noi.

sabato 22 gennaio 2011

Fini, ora come ti comporterai?!

Ciò che ha fatto Fini qualche mese fa è di sterminato valore: a differenza dei finti oppositori a B. come Casini che si staccò nel lontano (per la politica) 2006, il Presidente della Camera ha criticato il premier su questioni veramente spinose per lui come la legalità, conflitto di interessi, moralità, questione morale. Ora non si discute il fatto che Fini poteva svegliarsi prima e che ha difeso B. in tutte le situazioni e che ha svenduto un partito come Alleanza Nazionale che seppur con un passato molto discutibile, aveva degli ideali e una moralità.
Ma ora la domanda che poniamo qui è un'altra: ora che Fini ha posto la questione morale in primo piano nella politica e dopo che ha fatto il Terzo Polo con Casini e Rutelli come fa a stare in una coalizione in cui l'esponente di punta Totò Cuffaro è stato condannato per mafia?

Aspettando una cordiale risposta, vi auguriamo buon proseguimento!


Giovani Democratici staff

mercoledì 8 dicembre 2010

chi fa la piazza, chi fa la pazzia

Da qualche giorno, voci infamanti e malelingue, tentano di spaccare l’unitarietà del movimento studentesco dei castelli che si era trovata dopo una serie di incontri tra i rappresentanti d’istituto di tutte le scuole di zona e che è sfociata nella nascita del coordinamento contro la riforma gelmini, organo promotore di una manifestazione (di protesta contro la suddetta riforma) da svolgersi ad Albano la mattina del 21 dicembre.

Confondere le idee significa mettere a rischio la partecipazione, spaccare il movimento e fare il gioco delle forze reazionarie filogovernative. Ricordando che l’11 dicembre ci sarà a Roma la manifestazione nazionale, è da incoscienti proporre senza alcuna riunione organizzativa un assembramento ad albano per la stessa data. E’ folle e contro l’unitarietà studentesca. I riflettori saranno puntati sui due milioni di persone a piazza San Giovanni a Roma e il risultato ottenuto sarebbe una misera figura di alcune decine di persone che tentano strumentalmente di portare avanti le proprie parole d’ordine e le proprie sigle di partito. Questa ricerca spasmodica di visibilità e protagonismo tipica di certi ambienti, otterrebbe come unico risultato una confusione di date e luoghi che disincentiverebbe la partecipazione ad ogni tipo di protesta: il male assoluto. E’ quindi il caso di mobilitarci verso obiettivi comuni e tornare alle posizioni concordate e unitarie del movimento studentesco.

L’11 dicembre è necessario essere a Roma a piazza San Giovanni ore 14.30 per esprimere il proprio dissenso al governo, a due giorni dal voto di fiducia alla Camera dei Deputati che potrebbe finalmente porre fine a questo malsano e traballante governo.

E’ altresì necessario invece dare un segnale studentesco perché la battaglia non è ancora finita. Sebbene la legge di riforma (o meglio: i tagli indecorosi!!) dell’istruzione pubblica sia di fatto già legge da qualche settimana, gli studenti hanno il diritto e il dovere di far capire a questo governo, ma soprattutto a quello che verrà dopo il voto di fiducia alla Camera, che questa riforma e questi tagli che portano il nome Gelmini, vanno totalmente rigettati e scongiurati.

Pertanto invitiamo tutti a partecipare all’unica manifestazione autorizzata e unitaria degli studenti di tutti i castelli romani, coordinati da tutti i rappresentanti d’istituto delle scuole superiori di zona, che si terrà martedì 21 dicembre alle ore 9.30 a piazza Mazzini ad Albano.



Marco Lucci

sabato 4 dicembre 2010

14 Dicembre 2010

Cari amici e care amiche,
il 14 Dicembre prossimo sarà un giorno epocale per la Seconda Repubblica: la Corte Costituzionale deciderà (se non avrà pressioni per il rinvio) la validità sul legittimo impedimento che potrebbe essere fatale per il Premier poiché potrebbe già essere condannato per il processo Mills già in autunno 2011 poiché il Tribunale non dovrà più attestare nulla, ma leggere praticamente le sentenze e dichiarare se sono legittime anche per Berlusconi: ma se Mills è stato condannato da lui è ovvio che anche Berlusconi sarà condannato. Poi vi sarà la fiducia (la terza, con il Governo a maggioranza più larga della storia) al Governo che potrebbe decretare la fine della cosiddetta II Repubblica: non avrebbero più senso i morti che hanno animato la scena politica in questi 15 anni. Anche lo stesso Terzo Polo con i tre galli, Fini, Casini e Rutelli sarebbero fuori dal coro. E permetteteci anche alcuni membri del nostro partito. Se Berlusconi è lì ancora da 15 anni hanno fallito in parte anche loro.

Giovani Democratici staff

Manifestazione dell'11 Dicembre 2010

Cari amici e care amiche,
avrete letto che il prossimo 11 Dicembre il nostro Partito ha organizzato una manifestazione nazionale per dire basta a questo Governo che ha solo impoverito il nostro Paese lasciandolo a se stesso. Ma con ciò vanno comunque fatte delle riflessioni: su molti quotidiani e anche il segretario nazionale Bersani in tv ha affermato che non sarà solo una manifestazione di protesta ma anche e sopratutto di proposta. Ora ci dilungheremo in brevissimi consigli alla direzione nazionale per non prevedere toppe e scoppole come gli anni scorsi: teoricamente un partito di opposizione già dovrebbe avere idee alternative al Governo in carica, altrimenti a cosa si oppone? Questo discorso si può capire se si deve costruire l'alleanza elettorale, ma ci sembra poco opportuno farlo in piazza. Perché non parlare in pubblico degli scandali di questo Esecutivo che sono tanti? In Italia (e anche loro lo sanno) c'è una cappa informativa mortale, quindi perché non sfruttare la piazza per informare i cittadini? Molti potrebbero obiettare: ma chi scende in piazza già è contrario al Governo e gli scandali li sa. Ora questa affermazione potrebbe essere già molto discutibile, ma ricordando le vergogne dei Berlusconi e co. anche i giornali censori dovranno per forza riportare le frasi del segretario del maggiore partito di minoranza parlamentare, altrimenti si avrebbe il regime instaurato. E loro non vogliono farlo.

Giovani Democratici staff

mercoledì 1 dicembre 2010

Risultati del Congresso

Una grande vittoria per noi e anche per voi (vi assicuro), secondo le nostre idee di rinnovamento nel partito e del partito: tutti noi siamo stati eletti ovviamente a seconda delle nostre residenze nei direttivi di Albano Laziale Centro, Pavona, Cecchina, Unione Comunale. Un grande ingresso che impronta la nostra lotta per uno svecchiamento di idee sopratutto utili è quella del nostro segretario Marco Lucci a segretario di Pavona che ha già proposto idee nuove e dirompenti per avere un nuovo Risorgimento del nostro partito. Ma andando nei dettagli vi elenchiamo i nomi dei Giovani Democratici eletti nei direttivi: Viola Russo (Unione Comunale), Eva Oroccini, Alessandra Tacconi, Valerio Tacconi (Albano Centro), Piloni Simone e Sara Lucci (Pavona), Giacomo Mammarella e Karim Thib (Cecchina). A livello provinciale nei direttivi in quota Pavona è stata eletta Sofia Tabacco e nell'Assemble provinciale sempre il nostro segretario Marco Lucci e Raffaella Rodomontini.

L'affluenza ai seggi è stata del 57% degli aventi diritto per il congresso comunale e 48% per la provincia.


Buon lavoro a tutti e buona “rivoluzione”!


Giovani Democratici staff

sabato 20 novembre 2010

Il vero caso Ruby

Non ci piace molte volte scrivere nell'onda dell'emozione, ma aspettare che si calmino le acque affinché la gente ragioni meglio e con i fatti comprovati. Il fatto Ruby-Berlusconi è stato inquadrato male: o si è parlato (in maniera molto becera) del bisogno di gnocca del Presidente o del diritto alla privacy. Ma il fatto è che se il Presidente fa entrare nelle sue residenze molte ragazze senza neanche conoscere, munite di cellulari, macchinette foto e video possono metterlo ovviamente sotto ricatto: che filmano o fotografano queste tizie? Cose compromettenti? E poi siamo sicuri che il Cavaliere non racconti fatti segreti di Stato nelle sue notti d'amore con queste donnine? Chi è stato a queste "feste" racconta che lui faceva dei cineforum con video tra lui e Bush e raccontava aneddoti degli incontri di Stato. Questo è il fatto centrale. E poi un abuso di potere inspiegabile tra Governo e Questura.


Giovani Democratici staff