Per noi è una scelta saggia, perché il nostro modello di riferimento è quello che si basa sulla differenziata porta a porta, sul riuso il e riciclo al 100% dei materiali, sull'abbattimento degli imballaggi inutili e una revisione del modo di produrre i beni affinché sia più facile poi smaltirne i conseguenti rifiuti. La sua esternazione però ci è apparsa alquanto ipocrita, almeno tanto quanto ci ha lasciato sgomenti e ci è sembrata di cattivo gusto quella di qualche mese fa in cui lei e il capogruppo PD nell'Assemblea Capitolina Marroni eravate entusiasti della decisione del Consiglio di Stato sullo sblocco dell'inceneritore di Albano, che sapete anche voi nel profondo delle vostre coscienze essere inutile e dannoso: l'impianto esistente di Malagrotta è sottoutilizzato del 65% (funziona una linea di trattamento su tre) e quello di Colleferro, dopo essere stato dissequestrato, è attualmente chiuso perché non c’è CDR sufficiente nella regione Lazio. E allora perché aprire un nuovo impianto? Cosa sarà bruciato dentro quella bocca della morte? Sa benissimo che Albano è uno dei territori con il più alto tasso di tumori a causa della pesante industrializzazione, delle peculiarità viarie, della mancanza di verde eroso dall’urbanizzazione e di una politica sorda nell'ascoltare i cittadini che vogliono città senza auto e non per il loro posteggio. Un impianto di quel tipo per il nostro territorio sarebbe oltremodo fatale per la già instabile condizione idrogeologica. Perché presentarsi oggi davanti le telecamere come il paladino della lotta contro le discariche e della politica Polverini-Alemanno segnata dallo scaricare i rifiuti in provincia, se pochi mesi prima ci si era crogiolati di una sentenza del Consiglio di Stato che sostanzialmente avallava le stesse politiche? Per noi sta diventando sempre più difficile continuare ad ingoiare rospi per decisioni legate ad una politica vecchia e figlia di un apparato che non rispecchia più il mondo di oggi. Come possiamo noi Giovani Democratici continuare a lottare in solitudine? E per quanto tempo potremmo ancora farlo? Ma soprattutto, contro chi dobbiamo lottare? Una cosa è certa: noi faremo di tutto per far valere le nostre idee in tutte le sedi e in ogni assise possibile e non ci faremo spazzare via dal sacrosanto vento anticasta invocato dagli elettori a causa delle vostre scelte miopi ed affaristiche. Ribadiamo il nostro NO coerente all’inceneritore di Albano e a tutte le altre ipotesi di trattamento dei rifiuti proposte dal duo Alemanno-Poleverini, che siano discariche o inceneritori, che siano o meno nel “nostro giardino”, perché l’aria è di tutti da Albano a Corcolle e non esiste giardino privato. Ribadiamo il nostro SI a politiche energetiche e di smaltimento rifiuti alternative, moderne e non inquinanti, per un ragionamento che abbia delle policy e degli obiettivi complessivi nazionali e non che il problema sia demandato a diatribe interprovinciali o interregionali. Sperando di avere una sua risposta, La invitiamo a farsi un giro con noi in quei luoghi e a farle leggere dati e sentire testimonianze di modelli di trattamento dei rifiuti già esistenti in Italia e d'avanguardia.giovedì 14 giugno 2012
Lettera accorata a Montino e al PD regionale
Per noi è una scelta saggia, perché il nostro modello di riferimento è quello che si basa sulla differenziata porta a porta, sul riuso il e riciclo al 100% dei materiali, sull'abbattimento degli imballaggi inutili e una revisione del modo di produrre i beni affinché sia più facile poi smaltirne i conseguenti rifiuti. La sua esternazione però ci è apparsa alquanto ipocrita, almeno tanto quanto ci ha lasciato sgomenti e ci è sembrata di cattivo gusto quella di qualche mese fa in cui lei e il capogruppo PD nell'Assemblea Capitolina Marroni eravate entusiasti della decisione del Consiglio di Stato sullo sblocco dell'inceneritore di Albano, che sapete anche voi nel profondo delle vostre coscienze essere inutile e dannoso: l'impianto esistente di Malagrotta è sottoutilizzato del 65% (funziona una linea di trattamento su tre) e quello di Colleferro, dopo essere stato dissequestrato, è attualmente chiuso perché non c’è CDR sufficiente nella regione Lazio. E allora perché aprire un nuovo impianto? Cosa sarà bruciato dentro quella bocca della morte? Sa benissimo che Albano è uno dei territori con il più alto tasso di tumori a causa della pesante industrializzazione, delle peculiarità viarie, della mancanza di verde eroso dall’urbanizzazione e di una politica sorda nell'ascoltare i cittadini che vogliono città senza auto e non per il loro posteggio. Un impianto di quel tipo per il nostro territorio sarebbe oltremodo fatale per la già instabile condizione idrogeologica. Perché presentarsi oggi davanti le telecamere come il paladino della lotta contro le discariche e della politica Polverini-Alemanno segnata dallo scaricare i rifiuti in provincia, se pochi mesi prima ci si era crogiolati di una sentenza del Consiglio di Stato che sostanzialmente avallava le stesse politiche? Per noi sta diventando sempre più difficile continuare ad ingoiare rospi per decisioni legate ad una politica vecchia e figlia di un apparato che non rispecchia più il mondo di oggi. Come possiamo noi Giovani Democratici continuare a lottare in solitudine? E per quanto tempo potremmo ancora farlo? Ma soprattutto, contro chi dobbiamo lottare? Una cosa è certa: noi faremo di tutto per far valere le nostre idee in tutte le sedi e in ogni assise possibile e non ci faremo spazzare via dal sacrosanto vento anticasta invocato dagli elettori a causa delle vostre scelte miopi ed affaristiche. Ribadiamo il nostro NO coerente all’inceneritore di Albano e a tutte le altre ipotesi di trattamento dei rifiuti proposte dal duo Alemanno-Poleverini, che siano discariche o inceneritori, che siano o meno nel “nostro giardino”, perché l’aria è di tutti da Albano a Corcolle e non esiste giardino privato. Ribadiamo il nostro SI a politiche energetiche e di smaltimento rifiuti alternative, moderne e non inquinanti, per un ragionamento che abbia delle policy e degli obiettivi complessivi nazionali e non che il problema sia demandato a diatribe interprovinciali o interregionali. Sperando di avere una sua risposta, La invitiamo a farsi un giro con noi in quei luoghi e a farle leggere dati e sentire testimonianze di modelli di trattamento dei rifiuti già esistenti in Italia e d'avanguardia.domenica 13 maggio 2012
Lettera aperta a Raciti e Bersani sulla nomina di De Gennaro come sottosegretario al Governo per la Sicurezza
giovedì 8 marzo 2012
OBBIETTIVO COMUNE.. CERCASI!
Credo in maniera forte e decisa che i partiti di maggioranza debbano cercare insieme la giusta via, concordare insieme dove indirizzare la nostra città; a tutt'oggi questa idea ci sembra solo un'utopia: una lontana isola felice nel quale trovare rifugio, significherebbe davvero riprenderci il futuro!
Mi affido alla buona fede dei politici albanensi, convinto che tutti noi vorremmo la nostra Albano a misura di cittadino, ricca di aree verdi, pronta ad adottare strategie che permettano la tutela dell'ambiente a 360 gradi, più bella e pulita; una città dove sia la cultura a far da padrona, pronta ad accogliere soprattutto il turismo ed a favorire quindi quest'ultimo proponendo validi progetti e investendo seriemante in quelli esistenti; una città più sicura, al servizio dei meno fortunati e in grado di offrire risposte chiare e precise ai giovani, ma soprattutto una città che non si dimentichi MAI delle "periferie/frazioni" troppo spesso non luoghi spersonalizzati in cui la vita sociale sembra avere meno importanza!
Certo siamo convinti che per poter arrivare a questo ci sia bisogno di un grande impulso del Sindaco e di uno sforzo intenso di tutti i Consiglieri Comunali, che preveda sempre più spesso qualche rinuncia della visibilità dei singoli e qualche sacrifico per gli amministratori e per la classe politica tutta, anziché i balletti sconfortanti che si vedono ciclicamente nei febbrai albanensi.
Se poi pensate che queste idee siano di natura fantascientifica e provengano da qualche strano sogno vi garnatisco che è circa due anni che tutto questo invece gira nella testa di migliaia di albanensi come me. Sapete da dove abbiamo preso spunto? semplice! Dal programma elettorale che abbiamo votato alle elezioni! FORSE è DAVVERO IL MOMENTO DI RIPRENDERCI IL FUTURO! Ci vuole un importante cambio di marcia, "IO CI STO" e voi?
Le donne...
mercoledì 7 marzo 2012
Viola Russo è la nostra nuova segretaria!
Giovani Democratici Albano
domenica 4 marzo 2012
Documento politico congressuale
giovedì 23 febbraio 2012
mettici pure che è davvero ora di voltare pagina…
Scusate il termine volgare, ma avrò il diritto di essere un po’ incazzato? Spesso mi ritrovo a convincere chi ho davanti del fatto che non siamo tutti uguali… poi esce la storia di Lusi, poi il consigliere arrestato a Pomezia, poi le primarie con Gasbarra eletto dai vicini di casa, dagli amici e dai compagni (ma non quelli chiamati così per definizione storica, dai compagni di avventure domenicali!).mercoledì 16 novembre 2011
No a Via Bettino Craxi
I Giovani Democratici di Albano, Pavona e Cecchina, visti gli accorati appelli all’Amministrazione di eliminare dalla topografia cittadina della circoscrizione di Cecchina il nome “via Bettino Craxi” da una ingente parte della popolazione dell'intero Comune, hanno deciso di promuovere una petizione popolare da rivolgere a tutti i cittadini, dopo aver raccolto le firme nelle scuole e tra i proprio militanti, per incentivare ulteriormente l'abrogazione della suddetta intitolazione e dare manforte a chi si è attivato in questa raccolta firme per il ripristino del nome precedentemente, ovvero “Via Inghilterra”, essendo quella zona caratterizzata da vie con nome di Nazioni e non essendo a nostro avviso il nome dell'ex Presidente Craxi spendibile come punto di riferimento politico e culturale tanto da essergli dedicata una via del nostro territorio.
Sperando di lavorare in maniera corretta nella sollecitazione dell'amministrazione per quanto riguarda l'indirizzo politico culturale e di ben interpretare un sentimento degli albanensi giovani e non, invitiamo tutti a partecipare alla raccolta firme che svolgeremo come sempre nei pressi di Piazza Fagilo ad Albano e ovviamente anche nei giovedì prosimi presso il mercato a Cecchina.
al lavoro e alla lotta!
Il Segreatrio dei Giovani Democratici
Marco Lucci
venerdì 4 novembre 2011
Riformare lo Stato
Mi tocca sperare che Silvione non cada. Lo sa pure lui ed è per questo che gioca. Mi tocca sperarlo perché se casca adesso, si va a votare con questa legge 'Porcellum' e tutti sappiamo che bene o male ci sarebbe qualche arruffone del PdL in meno e qualche arruffone del Pd in più, ma la sostanza non cambierebbe, perché è il metodo di selezione che è fallato. Siccome però a me mi serve un fottutissimo governo che ci traghetti fuori da una crisi che mi sbrillocca il futuro mio, mi tocca di sperare che il silvione non cada. Anacapito anacaponzio come sto impicciato io! Certo non mi sento nemmeno di dire che questo governo possa essere in grado di fare qualcosa per arginare la grecizzazione verso la quale stiamo slittando. Come disse il segretario, la causa del male non può certo essere la soluzione: potevamo essere semplicemente un paese messo male, ma tuttavia che regge botta, invece siamo proprio un pase ammollo alla merda. Che fare? (come disse Lenin tempo fa). Mi tocca di sperare in un governo tecnico (perché se mi fanno il governo del Presidente -Schifani, in questo caso- mi sembra tuttuncaxxo), di quelli retti da nani, ballerine, trampolieri e ex-post-fascisti-biodegradabili. Mi sono ridotto ad avere fiducia che la situazione la possa cambiare davvero quest'aula sorda e grigia ridotta ad un bivacco di manipoli. Quest'aula qua con maggioranza, come dicevo prima, retta da idv-pd-udc-fli-lega. Grattamose che è meglio. Cmq si, vorrei un governo centroleghista di quelli in cui fai un federalismo cazzutissimo e un bel po' di riforme costituzionali coraggiose (che tanto ai 2/3 nn c'arrivano e poi li aspettiamo al varco col referendum). martedì 25 ottobre 2011
L'evanescenza dell' "opposizione"
Il momento è eccezionale: siamo stati commissariati da mesi dall'Europa in cui se la comandano due sole potenze, come Francia e Germania. Il tempo dove contava anche l'Italia (paese fondatore dell'UE con l'ispirazione geniale di De Gasperi) pare essere sospeso. Siamo derisi sulla piazza internazionale da chiunque. Berlusconi pare, per la prima volta dalla sua ascesa politica, essere disposto a farsi da parte lasciando il "testimone" al fido Letta. Ergo, anche l'opposizione deve compiere atti eccezionali. La popolazione è nausata dal coretto delle "dimissioni subito", "si faccia da parte" (poi, da cosa?), "lui è il problema", "faccia un passo indietro" (da cosa??) che per una opposizione normale in un paese civile è il minimo sindacale, ma in Italia pare non essere così. Si prega pertanto alle forze responsabili di muovere azioni straordinarie. Le parole della Bindi poco tempo nel defunto "Annozero" che stava valutando le azioni migliori per uscire dell'impasse, sono enigmatiche degli individui che dovrebbero farci uscire dalla crisi. martedì 18 ottobre 2011
E noi a Gino lo menamo
Chiamala rivoluzione di ottobre o autunno caldo. O più semplicemente spensieratezza giovanile... la semplicità innocente di chi non sa nemmeno cosa pretendere, ma sa che vuole il diritto di poter immaginare e scegliere il proprio destino. Vogliamo solo diventare grandi e smetterla di andare in piazza a giocare a guardia e ladri. Vogliamo pensare ad un lavoro, ad una casa, ad una vita dignitosa. Permettetecelo democraticamente!
mercoledì 31 agosto 2011
qualcuno era di sinistra perché difendeva i diritti dei lavoratori

- Marco Lucci -
C'è una strana abitudine in Italia. O stai di qua o stai di là. Quindi se ti senti ragazzo alternativo (spesso di sinistra), tendenzialmente devi schifare le cose che vedi nelle tv del Presidente. Soprattutto se sono ragazzi in pantaloncini che calciano un pallone e prendono milioni di euro/mese.Vorrei precisare una cose fondamentale a tutti coloro che pensano di essere di sinistra: non si guarda il 740 di un lavoratore. La sinistra è quella diritti per tutti, dalla parte dei lavoratori e non del "beati i poveri perché sarà loro il regno dei cieli" oppure "è più facile che un cammello passi dalla cruna di un ago, che un ricco entri nel regno dei Cieli". Che ci piaccia o meno il calcio... non credo sia rilevante.
E' rilevante invece vedere come tutti i signori massificati di questo paese, continuino a chiamarlo "sciopero" e continuino a credere che i calciatori siano degli sbruffoni strapagati che fanno storie per il contributo di solidarietà.Qui tutti hanno dimenticato le basi del reale.
Questione prima: questi signori, sono ragazzi (che arrivano massimo a 35 anni) ultrasfruttati fisicamente e psicologicamente dalle pressioni di un mercato fatto non per il gioco, ma su misura per l'abbonato sky/mediaset che prendono milioni di euro perché qualcuno glieli dà, non li rubano. Se un miliardario paga milioni di euro all'anno per un ragazzo di vent'anni, lo sta sfruttando.
Questione seconda: non è uno sciopero, perché un lavoratore sciopera quando perde un giorno di lavoro e gli viene sottratto da busta paga. Loro recupereranno la partita, perché non possono "scioperare" come tutti.
Questione terza: non lo fanno per il contributo di solidarietà.(vedi nota a fondo pagina per sapere gli 8 motivi di disaccordo tra Lega e AIC). Cioè: una polemica sul contributo di solidarietà c'è stata; mi spiego: Galliani si è fatto chiedere da un giornalista "di famiglia" chi dovesse pagare sto contributo di solidarietà se la Società o il calciatore.. e lui ha diligentemente risposto "i calciatori". Così hanno fatto la domanda al Presidente dell'AssoCalciatori Tommasi che ha giustamente risposto che la diatriba la risolve il contratto: se calciatore e società si sono accordati sullo stipendio netto del giocatore, paga la società... mentre se si sono accordati sul lordo, paga il calciatore.
Detto questo, fatta un po' d'informazione seria senza dar retta ad ogni merda che vola su fb o su internet in generale, voglio fare un J'accuse bello e buono.
Nessuno ha il coraggio di dirlo, ma quando alcuni noti calciatori o ex-calciatori dicono che non è colpa loro lo slittamento della prima giornata di campionato, bisogna leggerci altro: il presidente della LegaCalcio di serieA (che è la controparte dell'Associazione Calciatori Italiani) è l'Amministratore delegato del Milan, la squadra di Mr.B. Facendo i nomi: Damiano Tommasi, ex-calciatore della Roma e ora presidente dell'AIC, dice che la colpa non è dei calciatori se salta sta benedetta Prima di campionato, ma di chi non vuole stare all'accordo... che sarebbe la LegaCalcio di cui è presidente Adriano Galliani che guardaunpoté è l'amministratore delegato del Milan, la squadra di cui è proprietario Berlusconi che guardaunpoté è il Presidente del Consiglio che guardaunpoté ci sta facendo sputare sangue con l'ultima finanziaria.
Non credo sia da sottovalutare l'eventualità che costringere i calciatori della massima serie calcistica italiana a far slittare la prima giornata di campionato (NON è uno sciopero, perché la giornata verrà recuperata), disinformando la gente (facendolo passare come lo sciopero contro la tassa di solidarietà), sia tutta una manovra dei soliti pagliacci per far passare sotto banco i ritocchi delle pensioni e la manovra lacrime e sangue.
Mai toccare il Calcio agli italiani: armi di distrAzione di massa!
marcolucci
NOTA
Ecco gli otto punti presi da Calciopro.com ... sono un po' banalizzati forse, ma rendono l'idea
- Contratto flessibile con introiti legati ai risultati. L’Aic lo vuole flessibile solo al 50%, la Lega di serie A lo vuole per intero, compresa l’automatica riduzione degli stipendi in caso di retrocessione in serie B;
- Professionalità al 100%. Secondo la Lega il calciatore deve fare solo il calciatore, per l’Aic è libero di svolgere un’altra professione durante il tempo libero;
- Il comportamento dev’essere rigido ed eticamente irreprensibile per la Lega anche fuori dall’orario di gioco o allenamento, mentre per l’Aic i calciatori devono essere liberi di fare quello che vogliono durante il tempo libero;
- Le terapie fisiche devono rimanere circoscritte allo staff del club per la Lega, mentre per l’Aic i calciatori possono farsi curare da chi vogliono (come già avviene con gli specialisti come Martens che cura i più grandi campioni di qualsiasi club);
- Le sanzioni per la Lega devono essere pagate dal club in modo automatico, per l’Aic invece bisogna sempre rimettersi alla decisione del collegio arbitrale. Inoltre l’Aic vuole avere mano libera nelle sanzioni ai propri calciatori, svincolandole dall’ingaggio (attualmente non si può superare il 30% dello stipendio);
- Il presidente del collegio arbitrale dev’essere scelto esternamente dalla Lega; tramite sorteggio interno dall’Aic;
- Per la Lega un allenatore può allenare una squadra in due gruppi distinti, per l’Aic i calciatori devono invece stare tutti uniti;
- Il punto più dibattuto è l’ultimo, quello dei trasferimenti. Per la Lega un calciatore non può rifiutare il trasferimento ad un club dello stesso livello di quello in cui si trova attualmente e che gli garantisca lo stesso stipendio, se il suo club di appartenenza si accorda per la vendita del cartellino. In caso di rifiuto, il contratto si intende rescisso automaticamente con una multa da pagare da parte del calciatore che ammonta al 50% del suo stipendio. L’Aic si oppone totalmente a quest’iniziativa.
mercoledì 17 agosto 2011
Una generazione in crisi
anche quest'anno l'estate è passata. La crisi economica invece ancora non è passata... e a pagare saremo sempre noi: coloro che pazientemente aspettano che l'Italia abbia un governo; aspettiamo il futuro promessoci quando c'hanno messo al mondo, aspettiamo perché la tv non c'ha detto cosa fare. E molti di noi da soli ancora non sanno pensare. sabato 22 gennaio 2011
Fini, ora come ti comporterai?!
mercoledì 8 dicembre 2010
chi fa la piazza, chi fa la pazzia
Da qualche giorno, voci infamanti e malelingue, tentano di spaccare l’unitarietà del movimento studentesco dei castelli che si era trovata dopo una serie di incontri tra i rappresentanti d’istituto di tutte le scuole di zona e che è sfociata nella nascita del coordinamento contro la riforma gelmini, organo promotore di una manifestazione (di protesta contro la suddetta riforma) da svolgersi ad Albano la mattina del 21 dicembre.
Confondere le idee significa mettere a rischio la partecipazione, spaccare il movimento e fare il gioco delle forze reazionarie filogovernative. Ricordando che l’11 dicembre ci sarà a Roma la manifestazione nazionale, è da incoscienti proporre senza alcuna riunione organizzativa un assembramento ad albano per la stessa data. E’ folle e contro l’unitarietà studentesca. I riflettori saranno puntati sui due milioni di persone a piazza San Giovanni a Roma e il risultato ottenuto sarebbe una misera figura di alcune decine di persone che tentano strumentalmente di portare avanti le proprie parole d’ordine e le proprie sigle di partito. Questa ricerca spasmodica di visibilità e protagonismo tipica di certi ambienti, otterrebbe come unico risultato una confusione di date e luoghi che disincentiverebbe la partecipazione ad ogni tipo di protesta: il male assoluto. E’ quindi il caso di mobilitarci verso obiettivi comuni e tornare alle posizioni concordate e unitarie del movimento studentesco.
L’11 dicembre è necessario essere a Roma a piazza San Giovanni ore 14.30 per esprimere il proprio dissenso al governo, a due giorni dal voto di fiducia alla Camera dei Deputati che potrebbe finalmente porre fine a questo malsano e traballante governo.
E’ altresì necessario invece dare un segnale studentesco perché la battaglia non è ancora finita. Sebbene la legge di riforma (o meglio: i tagli indecorosi!!) dell’istruzione pubblica sia di fatto già legge da qualche settimana, gli studenti hanno il diritto e il dovere di far capire a questo governo, ma soprattutto a quello che verrà dopo il voto di fiducia alla Camera, che questa riforma e questi tagli che portano il nome Gelmini, vanno totalmente rigettati e scongiurati.
Pertanto invitiamo tutti a partecipare all’unica manifestazione autorizzata e unitaria degli studenti di tutti i castelli romani, coordinati da tutti i rappresentanti d’istituto delle scuole superiori di zona, che si terrà martedì 21 dicembre alle ore 9.30 a piazza Mazzini ad Albano.
Marco Lucci
sabato 4 dicembre 2010
14 Dicembre 2010
Manifestazione dell'11 Dicembre 2010
mercoledì 1 dicembre 2010
Risultati del Congresso

Una grande vittoria per noi e anche per voi (vi assicuro), secondo le nostre idee di rinnovamento nel partito e del partito: tutti noi siamo stati eletti ovviamente a seconda delle nostre residenze nei direttivi di Albano Laziale Centro, Pavona, Cecchina, Unione Comunale. Un grande ingresso che impronta la nostra lotta per uno svecchiamento di idee sopratutto utili è quella del nostro segretario Marco Lucci a segretario di Pavona che ha già proposto idee nuove e dirompenti per avere un nuovo Risorgimento del nostro partito. Ma andando nei dettagli vi elenchiamo i nomi dei Giovani Democratici eletti nei direttivi: Viola Russo (Unione Comunale), Eva Oroccini, Alessandra Tacconi, Valerio Tacconi (Albano Centro), Piloni Simone e Sara Lucci (Pavona), Giacomo Mammarella e Karim Thib (Cecchina). A livello provinciale nei direttivi in quota Pavona è stata eletta Sofia Tabacco e nell'Assemble provinciale sempre il nostro segretario Marco Lucci e Raffaella Rodomontini.
L'affluenza ai seggi è stata del 57% degli aventi diritto per il congresso comunale e 48% per la provincia.
Buon lavoro a tutti e buona “rivoluzione”!
Giovani Democratici staff





